Vincere la stitichezza

Caro Mario Pescatori, da quanto tempo vede pazienti con stitichezza?

Da una vita direi, dal 1972, quasi mezzo secolo. Dopo la laurea ne vedevo pochi, essendo partito come cardiochirurgo. Poi, un anno dopo, ho cambiato radicalmente e mi sono interessato di esofago.

Ma la stitichezza non riguarda l’esofago, bensì l’intestino ben al di sotto…

Vero. Ma da qualche anno c’è chi considera la stipsi come una patologia di TUTTO L’APPARATO DIGERENTE, in cui la motilità di esofago, stomaco, duodeno e digiuno è alterata, e anche quella del tenue, non solo quindi a livello del sottostante grosso intestino.

Ci faccia un esempio

Me ne vengono in mente due. La cosiddetta triade di Saint, trovata a un paziente pochi giorni fa, in cui si associano DIVERTICOLI DEL COLON (SIGMA) con stitichezza e ERNIA JATALE GASTRICA, con esofagite e bruciori dietro allo sterno, oltre a CALCOLOSI DELLA COLECISTI. E poi ancora una situazione più rara, ma pericolosa quando non viene riconosciuta: la SINDROME DI NASH o PSEUDOSTRUZIONE INTESTINALE CRONICA. Il paziente ha il colon che si dilata, ha una stitichezza grave, vere e proprie crisi subocclusive, ma ha anche disfagia, ovvero dolore, fastidio a deglutire, perché la parte alta dell’esofago si muove male.

Questa è interessante anche per i medici…

Esatto. Non tutti lo sanno. Spesso il chirurgo fa un ano artificiale, cioè apre l‘intestino sulla pancia, per curare l’occlusione. Invece può funzionare una colonscopia che aspira l’aria bloccata nel colon. Certo è meno invasiva.

Bene. Esofago dicevamo. Poi è sceso più in basso?

Sì, nel 1974. Mi sono messo a studiare la motilità del grosso intestino, del retto-sigma in particolare, introducendo dall’ano delle sonde che registravano l’attività pressoria e quella elettrica.

Ora però non vorremmo fare qui una storia della sua carriera. Non credo che interessi più di tanto.

Certo. Però una cosa ricordo bene di quei temi, che può essere utile a chi legge. Quando il paziente aveva la sonda nel retto-sigma, una sonda sottile, che non dava fastidio, noi facevamo dei test per vedere come si muoveva il colon nelle varie situazioni. Ebbene, fra i test c’era un colloquio ad alto contenuto emozionale. Per esempio gli dicevamo: “Ma mentre lei sta qui in ospedale, non è che sua moglie si vede con qualcun altro?”

Scherza?

Sì, certo, scherzo. Gli chiedevamo cose diverse, comunque un po’ stressanti, per farlo innervosire. E vedevamo che il rotolo di carta su cui, attraverso la sonda e il poligrafo col trasduttore si vedevano le onde del suo colon, diventava un mare in tempesta.

Tutto questo mi sembra un po’ sadico…

No. C’era un motivo clinico ben preciso. Serviva a capire (e dimostrare al paziente stesso) che la sua stitichezza, cioè le eccessive contrazioni del suo colon, erano legate allo stress. Che c’era una componente psicosomatica. Quella che il paziente medio rifiuta, per cui preferisce farsi risonanze, Tac, colonscopie, addirittura operazioni inutili, se non dannose, piuttosto che dire: adesso vado da uno psicologo e con uno o due colloqui mi faccio dire cos’è che non va nella mia testa. Noi la chiamiamo psicodiagnosi.

Interessante. C’è però una cosa che non mi è chiara. Lei poco fa ha detto che nello stitico ci sono più contrazioni intestinali del normale. Invece si pensa che la stitichezza sia il contrario: un intestino pigro, che non si muove, che non fa progredire le feci. Che mi dice su questo?

Le dico che è vero nei casi di RALLENTATO TRANSITO.           Ma solo una parte degli stitici ne soffre. A molti invece capita questo:  quando le feci arrivano al sigma, il sigma, cioè l’ultimo tratto del colon (sotto a quale c’è il retto), si contrae molto,anzi troppo, formando delle”camere di pressione alta” in cui le feci vengono intrappolate. E’ così che si possono anche formare i diverticoli, quelle erniette intestinali che molti ultracinquantenni hanno.

E questa situazione di ipermotilità, di ipersegmentaione, ha un nome?

Come no. E’ quella che si chiama comunemente COLITE SPASTICA. Non è una colite, non c’è infiammazione. E’ una ipermotilità, sono spasmi, che danno stitichezza e dolori. Quando visito un paziente così, sento sulla pancia, in basso a sinistra, un “salsicciotto”  teso e dolorabile: il suo sigma contratto.

Grazie. Direi che per oggi ci possiamo fermare. Per riassumere, abbiamo detto che la stitichezza può essere una malattia di tutto l’apparato digerente, che può avere una componente psicosomatica e che la colite spastica o meglio il colon irritabile spastico è dovuto a contrazioni eccessive dell’ultima parte dell’intestino. Spero che presto ci dirà anche qualcosa sulla cura.

Certo. Magari arriveranno domande da chi è iscritto a questo gruppo VINCERE LA STITICHEZZA. Intanto vorrei aggiungere che da adesso in poi, come risulta anche sul mio sito www.ucp-club.it, lavoro anche al Medical Point di Via Stoccolma, vicino all’EUR.

Va bene. Prendo atto. Anche se mi sembra una notizia un po’..come dire..”commerciale”, rispetto alle altre.

Che dirle… bisogna pur vivere….. Saluti a tutti!

Mario Pescatori, Clinica Parioli, Roma